L’importanza di ordinare i fumetti in fumetteria

Qualche ora fa i tipi della Bao Publishing hanno scritto un articolo riguardante il mondo delle fumetterie/distribuzione/case editrici, sollevando un piccolo polverone mediatico, qui sotto riporto due brevi estratti (qui l’articolo completo) dove si trova il succo del discorso. Anticipo un questito: può essere colpa dei lettori e quindi del cliente della fumetteria se il mercato fumetto non funziona come dovrebbe?

[...]nessun libraio deciderà di ordinare improvvisamente più fumetti perché visitato dallo Spirito Santo e il business delle fumetterie non crescerà mai se non si supera la pavidità di questo periodo, che è pienamente giustificata, ma deve finire presto, prima che il sistema si spezzi del tutto. Storicamente, si esce dai periodi di recessione economica solo facendo investimenti. Noi editori gli investimenti li stiamo facendo. A voi i nostri libri interessano. In mezzo, tra noi e voi, ci sono una struttura distributiva e le fumetterie. Mi farebbe piacere che ci aiutaste a far capire anche a questi signori che ciò che produciamo vi interessa. Si genererebbe un movimento virtuoso che renderebbe molto più fluido ed efficiente il sistema sul quale questo mercato si regge.
Lo so, è un sistema perverso e malato, non è compito vostro assicurarvi che i commercianti abbiano una vasta selezione di articoli da vendere, ma di questi tempi rischiare è difficile, per alcuni improponibile, per cui se non trovate in fumetteria tutto ciò che vorreste è anche colpa vostra, perché non avete fatto capire in modo inequivocabile a chi la gestisce che lo volete.[...]

[...]Questo mese, dei titoli che avevate già intenzione di comprare altrove, ne andate a prendere/prenotare uno in fumetteria, per favore? Badate, vi sto chiedendo di andare a procurarvi un prodotto non necessariamente edito dalla mia azienda in un punto vendita che costa all’editore tra il 50 e il 55% di sconto sul prezzo di copertina di un fumetto. Potrei chiedervi con la stessa enfasi di comprare un fumetto BAO dal nostro shop online, dove il nostro margine sul prezzo di copertina è circa l’80%. Ma a me interessa che il mercato si muova, poi vinca il migliore.
Conosco persone che, anche di questi tempi, sono fiere di avere in tasca una tessera di partito.
Io vorrei che voi aveste quella della vostra fumetteria di fiducia, e che ne foste altrettanto fieri.[...] 

Leggere il punto di vista di un editore, soprattutto se parliamo di un editore come Bao Publishing, sempre molto attento al contatto con i lettori e che fa trasparire una passione per il proprio lavoro che non sempre si trova altrove, è senza ombra di dubbio interessante. Forse una versione un po’ romantica, voler andare “contro” il sistema per poterlo cambiare. Per migliorare la situazione. Compiere ognuno di noi una piccola azione, che presa singolarmente sarebbe inutile, ma che se unita a quella di tutti gli altri potrebbe provocare quel movimento virtuoso al quale i tipi di Bao accennano. Ma è veramente fattibile tutto ciò? Noi clienti/lettori abbiamo tutto questo potere? Riporto qui sotto alcuni dei commenti di alcuni lettori a tal proposito.

“Impresa nobile e romantica, ma destinata al fallimento. E, perdonatemi, credo sia meglio così. Meglio perché chiunque si sia servito in fumetteria per anni, come me, potrebbe racontarne i disservizi. Meglio perché la (grande) distribuzione online garantisce vantaggi che le fumetterie non possono offrire. Meglio perché non è necessario che le persone a cui mi rivolgo per consigli e confronti siano le stesse che mi vendono i fumetti. Come diceva qualcuno, le fumetterie sono state essenziali per la crescita del medium, e hanno faticato molto anche solo per campare. Spinti da una grande passione, si sono guadagnati enormi meriti. Ma, da consumatore cinico, sono felice del cambiamento.

Ho sempre comprato i fumetti in edicola e mi sono sempre limitata alla Bonelli, da quando gli editori sono sbarcati online ho iniziato a leggere di tutto! Spaziando tra autori ed editori… i fumetti Bonelli continuo a comprarli di carta perché ancora non si sono adeguati, ma tutto il resto lo prendo digitale su consiglio dei miei autori preferiti (basta un tweet o un commento su un blog) e degli editori che seguo. E sono tanti i fumetti che leggerei se ci fossero in formato elettronico. Perché non vado in fumetteria? Perché ho finito lo spazio a casa.
Allora anche chi vende fumetti potrebbe metter su uno store online e vendere copie digitali in accordo con gli editori. Creare vetrine e angoli online per far scoprire novità o riscoprire vecchi volumi. E non costringere noi utenti a dover cercare i fumetti digitali nelle app dei singoli editori o cliccare sul bottone Amazon: “vorrei leggere questo articolo su kindle”.

Risultano subito chiari vari punti leggendo questi commenti: l’acquisto online sui vari store conviene perché si paga meno, perché viene consegnata la merce a casa gratuitamente, perché è possibile avere il formato elettronico per chi vuole leggere i fumetti sul tablet. E le fumetterie? Possono ancora offrire qualcosa di più? Possono ancora essere quel punto di ritrovo di appassionati? Dove il proprietario può dispenasare consigli e offrire maggiori servizi rispetto all’asettico acquisto online?

Nella discussione sono intervenuti alcuni distributori e proprietari di fumetterie contribuendo con i loro punti di vista:

“[...]sai perché conviene spendere un po’ di più in libreria fumetteria (di più che poi è un 5%, perché se sei cliente lo sconto c’è un po’ dovunque!) perché quei 30/50 euro che risparmi all’anno (tale cifra è stata calcolata su una media e come tale ha un valore relativo) servono per avere città migliori. Perché una città è fatta anche di panettieri, librai, fruttivendoli pizzettari bar e non solo di strade dove sfrecciare per andare ai centri commerciali . Se tu sapessi qual’è il guadagno del libraio una volta pagato il distributore, non chiederesti più sconti.

“[...]da 1 anno a questa parte le vendite a banco sono crollate e il motivo principale sono le catene come Amazon che vendono i vostri prodotti con lo sconto del 15% pulito, spese di spedizione gratuite e se potessero farebbero ancora più sconto!! Come è possibile per noi? Oltre a non vendere si accumula non avendo reso quindi il danno è enorme! Infatti io continuo a vendere il materiale da edicola quello che ancora non è venduto in questi circuiti tutto il resto crolla drasticamente e non perchè non lo compro e non lo espongo… Dovreste riflettere non c’è nulla da fare la gente vuole spendere il meno possibile quindi fà i suoi interessi come è giusto che sia. Purtroppo credo che se a questo non verrà dato 1 freno il fenomeno aumenterà e noi realtà di provincia non esisteremo più.[...]

“[...]sono diversi mesi ormai, anzi anni, che lottiamo quotidianamente per rivendicare la nostra professionalità e la nostra competenza. Purtroppo capita sempre più spesso di veder arrivare nuovi potenziali clienti che ad una nostra consulenza sorridono, ringraziano ed escono rassicurandoci che seguiranno il nostro consiglio e acquisteranno su Amazon il fumetto che gli abbiamo fatto vedere o che gli abbiamo proposto di ordinare perché in quel momento non avevamo e il distributore magari tardava a rimandarcelo… Che dire, ci vuole tanta pazienza e tanto amore per questo lavoro che sempre più si scontra, dal nostro punto di vista, con l’ansia di avere subito ciò che si desidera da appena 5 secondi. Da parte nostra ci facciamo in quattro (mai modo di dire fu più adeguato visto che siamo in due a fare il lavoro di quattro persone…) ma di sicuro la depressione economica non ci premia.[...]

Non si è fatta attendere la risposta dei consumatori finali dai quali è nato un botta e risposta:

“Io per avere città migliori pago le tasse! Ma che discorso stiamo facendo? Allora dite chiaramente “lettori, spendete di più per sostenerci” ma non giriamo intorno mettendo i discorsi su un piano morale.

“Temo tu non abbia capito il concetto di “rendere le città migliori”. Le tasse servono a tenere in ordine le aiuole e a cambiare le luci dei semafori, non a rendere interessanti e vive le città. Quando vai a fare due passi in centro non preferiresti essere attorniato da negozi interessanti in cui entrare, osservare la merce, scoprire cose nuove, piuttosto che da saracinesche chiuse per fallimento? Non si parla solo di librerie e fumetterie, ovviamente.

“Si però non dobbiamo essere noi a reputarci responsabili dei fallimenti nè quelli che contribuiranno a non farli avvenire, proprio per questo parlavo delle tasse! Le attività private devono fare i conti con il mercato che cambia, c’è chi riesce a contrastarlo e chi non ci riesce o peggio ancora non vuole, ma non devo essere io consumatore e ritenermi responsabile dei loro affari o delle loro problematiche con competitori aggressivi.

“Sarò monotematico, ma il punto di vista del compratore è sempre pesantemente influenzato dalla spesa finale. Se IBS.it o simili vendono lo stesso fumetto con il 15% di sconto fisso, spese di spedizione gratuite ed arrivo a casa in 2-3 giorni, perchè bisognerebbe comprare dalla fumetteria/libreria, che gli sconti non li fa o li fa in misura minore? Sono stato cliente per anni di una famosa fumetteria di Roma, sempre fornitissima, che però tutto ad un tratto ha smesso di utilizzare la tessera sconto, e tutto ad un tratto ha perduto me e molti dei miei amici perchè ok essere clienti, ma spendere di più per avere lo stesso prodotto va contro ogni strategia economica domestica (a meno che l’intenzione mai detta sia “sostenete voi le fumetterie/librerie spendendo di più per tenerle in vita”).

Sono andato ESCLUSIVAMENTE in fumetteria per più di un decennio…ormai,semplicemente,non ne vale più la pena,ne economicamente ne logisticamente…fare amicizia con il titolare del negozio non mi interessa,sono misantropo.

Ma c’è anche chi ha una visione diametralmente opposta.

Non posso fare a meno della fumetteria, anche perché ormai ho fatto amicizia con il proprietario.

Ha quindi senso andare in fumetteria se si paga di più, o lo stesso prezzo se va bene, per avere lo stesso prodotto? Per quale motivo andate ancora in fumetteria? Ve la sentireste di seguire i consigli dei tipi di Bao per tentare di cambiare le cose?

Tante domande che affollano un mercato con molti problemi. Voi che ne pensate?

 

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