Live From USA #1: 21/27 luglio 2014

Questa settimana vi presentiamo il primo numero di Ragnarok.

Ragnarok #1Walter Simonson, per la sua prima opera creator-owned, sceglie di rimanere in un ambiente a lui familiare raccontandoci le avventure di un gruppo di personaggi appartenenti alla mitologia norrena. Dimentichiamoci il Thor di casa Marvel, questa storia è più fedele al mito, e si ispira ad esso fin dall’inizio presentandoci il Ragnarok: la battaglia finale tra le potenze dell’ordine e quelle del caos. I Nemici avanzeranno, il sole e la luna si spegneranno, la terra sprofonderà nel mare e le stelle cadranno dal cielo, sarà il crepuscolo degli dei. Con queste premesse assistiamo alla lotta fra Thor e il serpente Miðgarðsormr, uno scontro fra due potenze sovrannaturali, che si conclude con la morte di entrambi. Il figlio di Odino ha la meglio grazie al suo martello Mjollnir, ma nulla può contro il soffio velenoso del serpente, così dopo nove passi cade al suolo senza vita. È l’eterna lotta tra il bene e il male.

Ragnarok #1, uscito il 23 luglio negli States per la casa editrice IDW Publishing, si presenta con questo incipit che cala il lettore nel mito con facilità. Le prime pagine sono graficamente spettacolari. Le scene della battaglia fra Thor e il serpente sprizzano epicità, s’intravedono anche le altre divinità intente a combattere in un mondo sull’orlo del caos, nel giro di poche tavole viene presentato il ragnarok. Un lavoro di sintesi ammirabile. Dai colori chiari della battaglia in apertura, dai bagliori che scaturiscono dal dio del tuono, passiamo alle tonalità cupe del post ragnarok. I colori di creano la giusta atmosfera, presentando un mondo oscuro, esistenze che ruotano attorno all’acciao e al sangue, risultando azzeccati con il tono della storia.

La scena si sposta all’impovviso su di una famiglia di elfi oscuri, in particolare facciamo la conoscenza di Brynja, un’assassina con una missione misteriosa che vaga per le lande desolate di un mondo consumato, un mondo in cui sembra non esserci speranza, dove le divinità sono morte, la terra è annerita e soverchiata dal silenzio. Ma Brynja è convinta che un futuro migliore si possa costruire con le proprie mani, così parte per compiere la missione che potrebbe donare l’immortalità alla sua piccola figlia, verso la fortezza che sorge ai margini del mondo.

Senza ombra di dubbio la parte grafica è la migliore di questo primo albo. Non che la storia risulti essere spiacevole, anzi la lettura scorre fluida per tutte le pagine fino al climax dell’ultima pagina, ma la linearità degli eventi non consente di creare quell’hype per l’albo successivo una volta messi gli occhi sull’ultima tavola. Un episodio tecnicamente ben costruito ma non molto brillante, dove vengono presentati diversi punti che dovranno essere approfonditi in futuro per rendere la narrazione più interessante.

Per un appassionato di fantasy l’ambientazione risulterà familiare, ben realizzata e capace di trasmettere quel senso della meraviglia che ci si aspetta, vero che non bastano questi elementi per fare di un fumetto un’opera eccelsa.

Traendo ispirazione dal mito nordico le potenzialità sono immense. In questo primo episodio sono stati gettati all’interno della narrazione diversi spunti interessanti, accennandoli o poco più, ora staremo a vedere se nei prossimi albi si svilupperanno al punto tale da affiancare la superba parte grafica.

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