Recensione: Dragonero #18

 

TITOLO: Dragonero #18 – Nelle terre dei ghoul

SOGGETTO E SCENEGGIATURA: Stefano Vietti

DISEGNI: Gianluca Pagliarani

CASA EDITRICE: Sergio Bonelli Editore

Recensore: Alberto

Voto: 6,5/10

bNFvS3HVUod6th+8Re2M=--In questo episodio, Myrva, la sorella di Ian, è incaricata di accompagnare Sophia Devin nel suo viaggio dalla capitale verso il monastero delle madri librarie della sorellanza Eduain, luogo di studio frequentato dagli aspiranti maestri. Sophia, unica figlia di Mose Devin, potente e ricco tesoriere della Gilda dei Mercanti, è una ragazza giovane, attraente e intelligente anche se un po’ viziata a causa della sua posizione sociale.

Durante il viaggio attraverso le foreste selvagge dell’Erondàr, Myrva e la scorta di Sophia, composta di soldati della cavalleria imperiale, cadono in un brutale agguato preparato da una banda di Ghoul guidati dallo spietato Rhooga che ha intenzione di rapire la rampolla per ottenere un grosso riscatto.

Ian e Gmor, venuti a conoscenza della scomparsa di Myrva, si uniscono al drappello di cavalieri Candaryani di scorta a Mose Devin il quale, per riavere sua figlia, è disposto a incontrare il pericoloso capo dei Ghoul e pagarlo. L’alto dignitario ancora non sa che Rhooga non ha nessuna intenzione di accontentarsi del riscatto e che per liberare la fanciulla sarà costretto ad affrontarne i rapitori nelle terre dei Ghoul.

Questo numero di Dragonero è la prima parte di una storia divisa in più episodi. La storia è avvincente e il ritmo è serrato anche se la costruzione della trama è abbastanza classica (il cattivo rapisce la bella e il brutto e il buono sono costretti a liberarla). I fattori per i quali questo episodio si distingue sono principalmente due: la presenza determinante della razza dei Ghoul, poco conosciuta e utilizzata fino ad ora, e il rimanifestarsi del più speciale dei poteri del protagonista ovvero la capacità di “fermare il tempo”.

La storia si apre con la bellissima sequenza di un agguato in mezzo alla foresta studiato nei dettagli, con diversi momenti emozionanti a volte a favore degli umani a volte a favore dei Ghoul. Sì, perché i Ghoul in questo numero rubano quasi la scena al vero protagonista. Tanto per cominciare a pag. 4 si trova un approfondimento relativo alla loro razza che ne descrive i tratti sociali più rappresentativi i quali si definiscono meglio in sequenze come quelle di pag. 32-33 o quella di pag. 56 dove a noi lettori, quasi fossimo degli spettri invisibili, è concesso di “spiare” alcuni brevi istanti di vita sociale di questo strano popolo. Inoltre, nonostante i loro guerrieri non dispongano delle armi e delle corazze dei soldati, dimostrano di saper competere grazie al loro numero e ad una precisa organizzazione. Nella loro battaglia contro i cavalieri imperiali, arrivano ad insidiare addirittura la vita di Myrva colpendola a morte e lasciandola in balìa della corrente di un torrente. Fortuna che quello di Myrva non è un personaggio secondario altrimenti avremmo potuto dire addio alla sua affascinante silhouette.

Ian, grazie ai suoi poteri di Dragonero, percepisce che la sorella è ancora viva e si mette sulle sue tracce.

I poteri psichici acquisiti da Ian si sono rivelati utili diverse volte ma più delle sue capacità sensoriali è il potere di fermare il tempo che lo rende tanto intrigante, potere che da diversi episodi non si era più manifestato. Invece, il numero 18 ci riserva il piacere di vedere confermata questa specialità del protagonista la quale è resa ancora più interessante dal mistero che la circonda dato che non si sa come e perché si attivi o non si attivi. Le speculazioni al riguardo saranno ovviamente moltissime e gli autori certo non ci aiutano molto a svelare il segreto di questo potere il quale, particolare degno di nota, viene usato con molta parsimonia in parte per essere liberi di lasciare un certo alone di mistero su di esso e in parte per non rendere noiosamente invincibile il protagonista.

Un ultima considerazione va fatta invece sui cavalieri Candaryani, gli “uomini senza volto” che vengono scelti dall’alto dignitario Devin come scorta per il viaggio verso la liberazione della figlia. Questi soldati scelti a cavallo sono davvero singolari, forse per il fatto che “…sono pochi quelli che li hanno visti in faccia…” o forse perché sono equipaggiati di un’arma tanto insolita quanto affascinante; la “spadalancia”. Questa è la prima storia in cui compaiono attivamente e sarà interessante vederli in azione nel prossimo numero o in episodi futuri.

Passando ai disegni, quelli del numero 18 sono dell’eccellente Gianluca Pagliarani. Precisi e ricchi di dettagli, senza molto uso del chiaroscuro quando non serve a dare contrasto alle vignette, tanto che a volte è necessario “impegnarsi” un momento se si vogliono notare tutti i piccoli particolari inseriti nelle scene.

Non che Pagliarani non sia in grado di creare notevoli effetti di luce quando è necessario “giocare” con il chiaroscuro, come dimostrano la vignetta grande di pag. 25 o le vignette di pag. 62; e non è da meno la costruzione delle articolate e realistiche scene di guerra come quelle del già citato agguato dei Ghoul o quelle dell’assalto dei Ghoul all’accampamento dei soldati Candaryani che prevedono, ad esempio, l’avanzamento in prima linea di alcuni Ghoul con i pali necessari a scavalcare le palizzate difensive.

Complessivamente “Nelle terre dei Ghoul” è un ottimo episodio della saga che anche se non rivela molto racconta una storia emozionante e inserisce alcuni personaggi ai quali potrebbe essere destinato qualche ruolo in futuro.

 

 

 

FacebookTwitterGoogle+Condividi