Recensione: Green Arrow #25

 

Titolo: Green Arrow #25 “Figliol prodigo” – Contenuto all’interno di Justice League #29

Editore: RW Lion

Autori: Jeff Lemire (testi), Andrea Sorrrentino (disegni), Marcelo Maiolo (colori)

Recensore: Aquila della Notte

Voto: 8/10

Green Arrow #25L’appuntamento mensile con Freccia Verde ci presenta una storia ambientata sei anni nel passato e che ci narra il ritorno di Oliver Queen dall’isola, e si collega agli avvenimenti di “Anno zero”, evento che rinarra le origini di Batman secondo il tandem creativo Snyder-Capullo.
Prima di partire con la recensione, è necessario specificare alcuni dettagli riguardanti la situazione a Gotham City, perché è proprio lì, nella città di Batman, che Freccia Verde farà il suo esordio ufficiale come vigilante. Gotham si trova nel caos: l’Enigmista ha fatto la sua comparsa, privando l’intera città della corrente elettrica, proprio alla vigilia dell’arrivo della più grande tempesta mai vista in America. I saccheggi sono all’ordine del giorno, la popolazione è nel panico, le strade sono nel caos più totale. In quella che è la più grande catastrofe mai sperimentata da Gotham, emerge Batman, che, ergendosi a difesa della sua città, diventa la leggendaria figura che tutti conosciamo. Tuttavia questo è l’anno zero, e Bruce Wayne è ancora inesperto, rancoroso, e la sua identità di vigilante è ancora in via di definizione. É in questo contesto che si inserisce il ritorno di Oliver Queen.

Nelle prime tavole dell’albo Lemire e Sorrentino giocano con l’effetto sorpresa e con vari elementi che caratterizzano Freccia Verde, stabilendo anche un parallellismo con Batman, che sarà portato avanti per tutto l’albo. Mentre Walter Emerson (ad pro tempore delle industrie Queen, nominato da Robert Queen, padre di Oliver, anch’egli scomparso) si occupa della pulizia della sala delle armi (qui posta nell’azienda di famiglia), nella quale non passano certo inosservati l’arco (un compound) e la spada (che sono le armi in cui Freccia Verde è maestro), assistiamo, infatti, all’annuncio televisivo secondo il quale non vi è “ancora nessuna traccia dello scomparso miliardario e playboy”.Tuttavia, non si tratta di Oliver Queen, come ci si potrebbe aspettare, bensì di Bruce Wayne, appena tornato al mondo dei vivi (era stato dichiarato morto dopo anni di assenza) e a Gotham, e subito “perduto” a causa del blackout. Mentre assistiamo a questa scena, Oliver fa la sua comparsa alle spalle di Emerson con queste parole: “Non mi è mai piaciuto quel tipo. Mi ruba sempre le prime pagine”. Scontato lo spavento dell’ad delle industrie Queen, ottimo Lemire, che in due pagine ha già saputo introdurre, seppur tramite una battuta, la storica rivalità tra Freccia Verde e Batman.

In breve apprendiamo che Oliver è stato sbalzato in mare dall’esplosione della petroliera delle industrie Queen, attaccata dai terroristi, e che è sopravvissuto per anni su un’isola, fino a quando alcuni pescatori tailandesi l’hanno trovato e salvato. Ovviamente la storia non è, e non può essere, così semplice, e l’isola è destinata a coprire uno spazio ben più grande nella storia di Oliver Queen e nella genesi di Freccia Verde, ma Lemire, come vedremo in seguito, rimanda la questione ai numeri successivi, in modo da riservare alla vicenda il giusto peso. Una volta scoperto che la madre si è recata a Gotham City per aiutare la popolazione, e, appreso della tempesta in arrivo, Oliver decide di recarsi nella città di Batman, per riportarla a casa. L’azione si sposta a Gotham, dove facciamo la conoscenza con Moira Queen, una donna altruista e d’animo nobile, determinata a rimanere in città per soccorrere la popolazione, nonostante i pericoli. Non è il solo personaggio con cui familiarizziamo, tuttavia: Lemire, infatti, introduce John Diggle, personaggio creato nella serie tv “Arrow”, e qui presentato come membro del team di sicurezza della signora Queen, veterano di guerra, uomo di principi e pronto a dare la vita per proteggere quella della madre di Oliver. In poche tavole accade di tutto: l’edificio in cui si trova Moira è investito da una forte esplosione (incredibile Sorrentino, che sa rendere alla perfezione l’effetto dell’onda d’urto e dei fumogeni attraverso la frammentazione delle immagini, qui inserite all’interno dell’onomatopea che riproduce il suono dell’esplosione), il fumo causato dai fumogeni invade l’aria, e una misteriosa figura fa la sua comparsa, in cerca della signora Queen. Nel frattempo, Oliver è giunto a Gotham, passando attraverso le fogne, in modo che nessuno lo noti: non ha intenzione di essere riconosciuto, ed è determinato a rivestire, ancora per un po’, i panni del morto. Mentre Oliver apre la sua borsa, rivelando il suo primo equipaggiamento da Freccia Verde (Sorrentino ci regala la visione dell’arco take down e delle frecce, tutto rigorosamente in verde), Lemire apre un’altra piccola finestra sull’isola, rivelando che Oliver, dopo il naufragio, è stato costretto a combattere per la sua sopravvivenza, e ci anticipa la sua intenzione di combattere per la madre, un piccolo ponte verso quello che diventerà Freccia Verde. Tuttavia, Lemire non si concentra solo su Oliver, ma offre un’ottima caratterizzazione anche dei comprimari: ottimamente gestito Diggle, lesto a reagire e pronto a dare la vita per salvare Moira, ben presentato anche il misterioso individuo, responsabile dell’attacco: ci troviamo di fronte alle nuove origini di Firefly, targate Lemire e Sorrentino. Ancora una volta, Lemire “pesca” dalla serie tv “Arrow”, nella quale Firefly è un ex vigile del fuoco, con una vendetta da compiere; la sua caratterizzazione e il suo aspetto qui sono diversi, ma permane l’idea di presentarlo come uno dei primi nemici di Freccia Verde. 

Il confronto tra i due non tarda ad arrivare, anche se Lemire e Sorrentino cercano prima un effetto sorpresa, a mio avviso non del tutto azzeccato: Firefly viene, infatti, disarmato da una freccia, che va a piantarsi (con grande efficacia visiva da parte di Sorrentino) nella sua mano sinistra. Tuttavia, non si tratta di Freccia Verde, ma di Batman, giunto per primo sul luogo dell’attacco: ad ogni modo, se quella freccia svolge il compito di farci pensare all’arrivo di Oliver, ingannandoci, non altrettanto efficace risulta l’immagine successiva, che vede rappresentato Batman con una balestra in mano. Non si vede, infatti, il motivo per il quale Batman dovrebbe ricorrere a una balestra, dal momento che dispone di un nutrito arsenale di batarang, sua tradizionale arma da lancio: insomma, la trovata di Lemire costituisce, a mio avviso, una certa forzatura. Tuttavia, Sorrentino sa farsi immediatamente “perdonare”, costruendo una bellissima, quanto efficace, serie di immagini di combattimento tra Firefly e Batman, e il successivo intervento, questa volta reale, di Freccia Verde. Bellissima la tavola che ci presenta Oliver Queen, con la luna alle spalle, arco teso, freccia incoccata, mentre tiene Firefly sotto tiro con indosso il suo primo “costume” da Freccia Verde. La barba, che in questo numero Oliver porta a causa della sua recente condizione di naufrago, è un chiaro omaggio al Freccia Verde pre reboot, e un piccolo regalo ai puristi del personaggio.

Le tavole successive sono altrettanto efficaci sia a livello visivo, che narrativo: infatti, se Sorrentino ci regala una sequenza di combattimento che alterna l’azione di Oliver a quella di Batman, con un bellissimo gioco di chiaro scuri in cui l’unica nota di colore (realizzato da Marcelo Maiolo) è data dallo sfondo delle tavole, verde per Oliver, blu per Bruce, Lemire ci regala un’ottima caratterizzazione dei due vigilantes, sottolineando la loro naturale rivalità: all’irruenza, quasi scanzonata e ancora inesperta di Freccia Verde, si contrappongono l’efficacia e la preparazione di Batman, che dice a Oliver di non aver bisogno di “un dilettante fra i piedi che mi faccia uccidere”, soprattutto nella sua città. In effetti, anche Sorrentino conferma visivamente questa impressione: Oliver alterna diretti e ganci sinistri, molto efficaci, ma è Bruce a dimostrare varie tecniche di arti marziali, anche se dubito seriamente che Firefly abbia apprezzato un tale sfoggio di abilità. La conclusione della storia arriva dopo poche tavole, con la ripresa del colore, e costituisce il ponte per i numeri successivi (nei quali prenderà avvio l’evento “Outsider war”), dove vedremo svelati i segreti dell’isola. Al riconoscimento, commosso, di Oliver da parte di Moira, segue un’efficacissima e bellissima immagine disegnata da un magistrale Sorrentino, che qui riprende il gioco dei chiaro scuri in bianco e nero, mentre lo sfondo è di colore rosso: Oliver Queen, armato di arco (si tratta di un monolitico in legno, a quanto pare), viene scagliato giù da un dirupo dal front kick di una misteriosa figura, che indossa una maschera, oltre a un equipaggiamento militare di prim’ordine, alla presenza di diversi corpi trafitti da varie frecce. L’immagine, altamente drammatica, non fa che crescere l’attesa per l’evento “Outsider war”, e per tutti i segreti che l’isola cela. In conclusione ci sentiamo di promuovere con un ottimo voto questo numero di Freccia Verde: ci troviamo innanzi a un albo che va ben oltre il compito di narrare l’esordio di Oliver Queen nei panni di Freccia Verde, e questo grazie all’abilità narrativa del tandem Lemire-Sorrentino.

I testi forniscono un’ottima caratterizzazione dei personaggi e introducono gli elementi chiave dell’arciere di smeraldo, ma non si limitano a questo: nello spazio di poche pagine, Lemire riesce a presentare il naturale antagonismo tra Bruce Wayne e Oliver Queen e quello tra Batman e Freccia Verde, a introdurre John Diggle (che rivestirà un ruolo importante nel corso dei futuri eventi), Moira Queen e Firefly (che qui non ha ancora scelto il suo nome), a creare un ponte tra l’evento “Anno zero” e la sua gestione di Freccia Verde, e, infine, a introdurre le vicende dell’isola. Sorrentino, con il contributo di Maiolo, ci regala tavole emozionanti, dal ritmo serrato e dalla grande efficacia visiva. Il sapiente uso del chiaro scuro, l’alternanza tra bianco e nero e colori, la scelta della colorazione degli sfondi nelle immagini in bianco e nero, l’inclusione delle immagini all’interno delle onomatopee, vignette all’interno di altre vignette, che compongono un’unica tavola, ma più azioni, sono gli elementi che caratterizzano i disegni di Sorrentino in questo numero di Freccia Verde. Giudizio, quindi, pienamente positivo, e attesa elevata per il mese successivo con l’inizio dell’evento “Outsider war”.

 

 

FacebookTwitterGoogle+Condividi