Recensione: Kenichi #1-7

 

Titolo: Kenichi

Editore: Panini Comics (Planet Manga)

Autori: Matsuena Syun

Recensore: Mangaloide

Voto: 7/10

Kenichi Cover #1Kenichi, conosciuto anche come History Strongest Disciple Kenichi, è uno shonen manga realizzato da Matsuena Syun ed è pubblicato in Italia dalla Panini Comics.

Kenichi Shirahama è il solito liceale che inizia la sua nuova vita di studente delle superiori ed è un gran appassionato di arti marziali, tant’è che si iscrive al club di karate. Purtroppo però quando la dura realtà cozza contro i suoi sogni sono dolori. Infatti Kenichi diventa la vittima preferita dei membri del club i quali non sono altro che bulli trogloditi. Nonostante le continue angherie e minacce di mali peggiori se non abbandonasse il club, Kenichi continua per la sua strada. Ma non può fare a meno di rivelare le sue preoccupazioni a una studentessa sua amica, Miu Furinji, la quale fa imparare al nostro pauroso protagonista (nel senso che Kenichi è un gran cagasotto) una mossa per neutralizzare gli attacchi del karateka bullo che c’è l’ha particolarmente con Kenichi. Forte del fatto di aver imparato per lo meno a difendersi, Kenichi sfida pubblicamente il bullo e vince l’incontro. Tuttavia la mossa da lui usata non è prevista nel regolamento del club, per cui si auto dichiara perdente. Miu, avendo assistito al combattimento, rimane così ammirata dal comportamento esemplare di Keninchi che decide di presentarlo alla sua “famiglia”.

Si scoprirà infatti che Miu non solo è un’artista marziale fenomenale, ma è anche la nipote di un nonno tanto imponente quanto abile nelle arti marziali da essere considerato un super-uomo. Inoltre la loro casa è un in realtà un dojo (il nome con cui vengono indicate le palestre di arti marziali giapponesi, le quali possono avere l’aspetto di un tempio giapponese o di normali palestre) abitato da altri “mostri” delle arti marziali. Su richiesta di Miu, questi maestri prenderanno Kenichi come loro allievo.

Kenichi non sa ancora che il cammino che ha intrapreso per imparare i rudimenti per l’autodifesa lo coinvolgerà nella parte segreta del mondo delle arti marziali, all’interno del quale si scatenerà in futuro una conflitto globale trai i più grandi e terribili maestri di arti marziali.

Kenichi

Oso dire che i disegni di Matsuena sono piuttosto curati, sopratutto per quanto riguarda l’anatomia dei personaggi, anche se però qualche imperfezione è presente. Se da un lato abbiamo dei maschietti molto palestrati, in contrasto abbiamo delle femminucce che nonostante la generosità di forme menano forte come fabbri. Inoltre l’autore si dà volentieri al fan service facendo scoprire poco a poco cosa si cela sotto le vesti delle signorine durante i combattimenti in cui esse sono coinvolte. Anzi, negli ultimi episodi, l’autore inquadra spesso il gentil sesso con angolature assurde, solo per mostrare la “maestosità” dei seni ai lettori, come se questi non avessero capito di avere a che fare con delle latterie ambulanti. A parte ciò, Matsuena è buon character designer. Tutti i personaggi sono ben realizzati e caratterizzati, il che li rende distinguibili l’uno dall’altro.

Kenichi3

In generale considero Kenichi un buon manga e si merita una valutazione positiva soprattutto grazie alle capacità di character designer, appena citate, appartenenti all’autore. Certo, quando Matsuena si abbandona al fan service sfruttando le curve mozzafiato del cast femminile mi viene un moto di stizza, ma in fin dei conti gli shonen manga come questo sono destinati a pubblico maschile, quindi immagino che gli autori e/o gli editori che li producono non si fanno problemi ad usufruire di questi trucchi.

Uno dei punti forti del manga sono però i combattimenti, i quali sono ottimamente realizzati e sono pieni di tecnicismi delle arti marziali. Se gli autori di altri manga si inventano tecniche improbabili perché “fa figo”, Matsuena invece si impegna per informare i suoi lettori su come funzionano le mosse di combattimento. Questo non significa che dopo aver letto qualche pagina saprete combattere a mani nude, anzi, sicuramente anche questo manga ha un tasso elevato di cavolate, ma per lo meno l’autore le fa sembrare credibili.

A proposito di combattimenti, una cosa che trovo lodevole da parte dell’autore è non fa di Kenichi un guerriero imbattibile. Anzi, il protagonista è decisamente più normale rispetto a quei fenomeni dei suoi maestri o dei suoi coetanei più capaci nelle arti marziali. Ciò che lui possiede è ben più prezioso di qualsiasi talento: la determinazione. Mettendo da parte questa specie di perla di saggezza, i combattimenti di questo manga sono piuttosto equilibrati: come ho accennato prima Kenichi non è di certo una macchina da guerra e i suoi avversari sono solitamente degli apprendisti di arti marziali che sono stati presi sotto l’ala di altri maestri questa volta però malvagi. E grazie alla “normalità” di Kenichi, l’autore riesce a usare parecchi personaggi secondari. Inoltre, quando i maestri combattono, questi non permettono in nessun modo che i loro allievi interferiscano nelle loro lotte, e viceversa i maestri si proibiscono di intervenire nelle battaglie dei loro discepoli. Con queste semplici regole, c’è un buon equilibro e con esso Matsuena riesce a districarsi su più fronti nella realizzazione delle tavole del manga.

 

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