Recensione: The Seven Deadly Sins #1-3

Titolo: The Seven Deadly Sins 1-3

Editore: Star Comics

Autori: Nakaba Suzuki

Formato: 11,5 x 17,5 cm, brossurato, 208 pg., b/n

Prezzo: 4,30 Euro

Autore: Mangaloide

Voto: 7/10

 

The Deadly Seven Sins #1The Seven Deadly Sins (in giapponese Nanastu no Taizai) è uno shonen manga (manga rivolto ad un pubblico giovane, prevalentemente maschile) di genere fantasy, disegnato ed illustrato da Suzuki Nakaba. In Italia il manga è pubblicato in formato tankobon con frequenza bimestrale/trimestrale dalla Star Comics edizioni, sotto la collana Stardust. Per non rovinare la trama a chi non ha ancora letto questo manga con spoilers inopportuni, vedrò di descriverla in modo generalizzato.

Nell’immaginario regno di Liones è avvenuto un colpo di stato architettato dall’ordine di cavalieri più forte del posto, conosciuto con il nome di Cavalieri Sacri (no, non è una ripetizione, è proprio questo il loro titolo e, sì, è molto originale…). In seguito al golpe, la principessa Elizabeth (altro nome fantasioso, sopratutto per una nobile di sangue reale) ha la bella pensata di scappare di casa per mettersi alla ricerca dei Sette Peccati Capitali, un altro ordine di cavalieri. A differenza dei Cavalieri Sacri, questi Sette Peccati Capitali sono composti, apparentemente, da criminali temutissimi e bellicosi. Ma per come sono messe le cose nel suo regno, ad Elizabeth non importa tutto ciò, anche perché il potere di questi sette guerrieri sembrerebbe essere l’unico che possa contrastare quello degli usurpatori, i quali in teoria avevano il compito di difendere il regno. Non intendo scrivere di più al momento. L’intera storia è ancora troppo “acerba” per poter dare un giudizio significativo. Dico ciò perché sono presenti parecchi stereotipi e cliché ma questi aspetti, che potrebbero negativi agli occhi dei più, vengono coperti dall’incalzare della trama che non fa mancare colpi di scena, combattimenti intensi e una buona dose di misteri.

Non ho sentito parlare di questo Susuki Nakaba ed è un vero peccato perché il suo modo di disegnare ed inchiostrare è così bello da lasciare a bocca aperta. Questo potrebbe dirlo qualsiasi fan sfegatato, ma vi ricordo che questa serie è agli albori. Ciò significa che l’autore deve avere già molta esperienza sulle spalle. Di solito negli shonen manga, i dettagli passano in secondo piano, per favorire trama e personaggi, ma non è questo il caso: è chiaro sin dal primo numero che Suzuki dev’essere qualcuno che ama i particolari. Non si possono non notare le murature degli edifici, le tegole dei tetti, ma ancor di più il panneggio sui vestiti dei personaggi e le ammaccature sulle corazze dei soldati. E nonostante questa finezza, le scene d’azione risultano essere molto fluide e dinamiche per merito del tratto leggero che caratterizza tutto il manga.

In base a ciò che si è visto finora, l’autore si ispira a luoghi e paesaggi decisamente occidentali. D’altra parte, il regno di Liones si trova nella terra immaginaria di Britannia (non si è ancora capito se una nazione, o un isola o altro ancora) e questo dovrebbe spiegare molte cose. Anche se sembra superfluo ribadirlo, questo manga è un fantasy, ma entrando nei dettagli, sembrerebbe appartenere al fantasy epico, per intendersi lo stesso de Il Signore degli Anelli. Infatti, per il momento, sembra che non siano presenti anacronie come pistole automatiche o qualche tipo di tecnologia avanzata e/o antica, risultando un mondo tipicamente medioevale dove si combatte con armi bianche (incantate e non) con l’aggiunta fantasiosa della magia.

É ancora troppo presto per decidere se The Seven Deadly Sins possa essere un capolavoro o meno. In effetti l’inizio non è chissà che, ovvero quando Elizabeth viene soccorsa da Melodias, il capitano dei sette peccatori, è il classico salvataggio della principessa da parte dell’eroe di turno. Ciò potrebbe scoraggiare i lettori dal palato più fine. Ma finora, il disegno ricercato dell’autore e la parte oscura della trama (ovvero ciò che è stato solo accennato, ma sopratutto quello che è ancora occultato) pongono delle buone basi che fanno ben sperare in prospettiva, facendo meritare un occhio di riguardo per questo manga.

 

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