Wayward #1, G.I. Zombie #2, Bodies #2 – Live From USA

Questa settimana vi presentiamo tre titoli: una nuova uscita, Wayward, firmata Image e due ritorni, GI Zombie e Bodies in casa DC Comics.

Wayward #1

Wayward #1 Jim Zub (testi), Steve Cummings (matite), John Rauch e Jim Zub (colori). Edito da Image Comics, pubblicato il 27 agosto 2014.

Definito un misto tra Buffy ed Hellboy dalla stessa sinossi del primo numero al momento è ancora troppo presto per affermare se sarà così oppure no. Si tratta infatti di un primo numero molto introduttivo, che serve più che altro per presentare la protagonista ai lettori, e ci offre giusto un pizzico di quel mistero/fantastico che dovrebbe essere il cardine della serie in futuro. Non per niente Wayward è stato definito la nuova serie “supernatural” targata Image.

Gli elementi fantasiosi si mescolano alla vita di tutti i giorni della protagonista, Rori Lane, presentandoci una Tokyo in cui due mondi si incontrano: la realtà e il sovrannaturale. Vediamo quindi comparire i kappa, creature mitologiche giapponesi, per le vie della città; sempre nei vicoli si muovono strani gatti dai poteri particolari che sembrano familiarizzare con la protagonista stessa.

Ma facciamo un passo indietro: come mai Rori si trova a Tokyo? La risposta è molto semplice, figlia di genitori separati sta raggiungendo sua madre con l’intenzione di trasferirsi da lei. Oltre all’elemento sovrannaturale ritroviamo quindi anche un clima che ricorda vagamente gli shojo manga, in cui i sentimenti della protagonista vengono esposti ed analizzati, attraverso il classico inizio di una nuova vita in un nuovo posto. Per certi versi se si trattasse di un manga e non di un comics americano non ci sarebbe nulla da eccepire, tranne per il colore, elemento grafico alieno alal quasi totalità dei fumetti giapponesi. Ma non è solo l’ambientazione, bensì anche il tratto di Cummings strizza l’occhio ai manga e gli occhioni della protagonista sono l’elemento più distinguibile. Personaggi ben caratterizzati graficamente, espressivi, e ricercata la distinzione somatica fra la protagonista e gli abitanti di Tokyo dai tratti tipicamente giapponesi. La stessa città risulta ricca di particolari segno di una buona documentazione e gli stessi elementi architettonici che fanno da sfondo a molte vignette sono ben curati e particolareggiati. Anche la scelta di alternare nella stessa vignetta colori caldi a colori freddi risulta gradevole e ben si integra nell’opera.

Un primo numero ben realizzato graficamente, molto introduttivo dal punto di vista della storia, ma sono già state buttate le basi per il futuro. Promosso in attesa degli sviluppi.

Voto: 3,5/5

 

 

Star Spangled War Stories: G.I. Zombie #2

Star Spangled War Stories G.I. Zombie #2Jimmy Palmiotti e Justin Gray ai testi e Scott Hampton alle matite, chine e colori. Edito da DC Comics, pubblicato il 27 agosto 2014, potete trovare una mini recensione del primo numero qui.

Il primo numero è stato una sorpresa. Nel secondo appuntamento ritroviamo Cameron e G.I. Zombie alle prese con dei terroristi e con il loro missile guidato. Cameron riesce ad infiltrarsi nel gruppo criminale mentre il suo collega le guarda le spalle. Facciamo anche la conoscenza dei piani alti, nei panni di mr Anderson, colui che comanda l amissione.

Vengono confermati gli aspetti positivi del primo numero: una storia ben sviluppata e fresca, dialoghi interessanti e taglienti, il giusto mix tra introspezione ed azione, lasciando un po’ di spazio anche a riflessioni politiche. A differenza del primo numero viene un po’ a mancare il fattore sorpresa, alcune sottotrame interessanti sono state accantonate, e l’intervento di Mr Anderson sa un po’ di deus ex machina.

Alla parte artistica troviamo sempre Hampton con i pregi ed i limiti già citati: riesce a creare un’atmosfera adatat alla narrazione, tramite i colori e le soluzioni grafiche ma pecca nei particolari e nelle anatomie saltuariamente.

Una buona lettura, poco zombie e più azione in stile intervento militare, in questo secondo numero non hanno puntato sugli spunti che hanno reso interessante la prima uscita.

voto: 3/5

 

 

Bodies #2 di 8

Bodies #2 coverSi Spencer (testi) e Dean Ormston, Phil Winslade, Tula Lotay, Megan Hetrick alle matite. Lee Loughridge (colori). Pubblicato da DC Comics sotto l’ettichetta Vertigo il 27 agosto 2014, , potete trovare una mini recensione del primo numero qui.

Abbiamo lasciato il primo numero con un mistero da svelare e quattro archi temporali diferenti: due nel passato, uno nel presente ed infine il futuro. In questo secondo appuntamento la trama continua a dipanarsi nel tempo, svelando poco alla volta piccolissimi dettagli, talmente sottili che al momento è difficile collegarli tra loro. Vengono approfondite le vite private dei protagonisti delle varie epoche, ognuno di essi cerca di capire qualcosa di più a proposito del cadavere che hanno trovato nel primo numero, la cui particolarità è che presenta le stesse caratteristiche lasciate dal killer in ogni epoca.

Punto dolente di questo numero è che il mistero principale rimane fermo, vengono svelati pochissimi dettagli a discapito della caratterizzazione dei protagonisti. Cosa di per sè non negativa, anzi, il problema è che essendo la storia ambientata in quattro epoche diverse sono solo una manciata le tavole dedicate ad ogni personaggio. Ben riusciti gli avvenimenti raccontati nel passato, con protagonisti profondi e reali, mentre rimangono fermi gli avvenimenti del presente e del futuro, poco approfonditi sia in termini di spazio che di contenuti. È vero che la trama, intesa ad ampio respiro, prevede che tutto sia collegato, ma al momento gli elementi da prendere in considerazione sono così pochi che risulta difficile collegare il tutto, anzi in questo secondo numero vengono aggiunti altri misteri che da un lato incuriosiscono il lettore ma dall’altro scatenano l’effetto “troppe domande e poche risposte”. Una lettura che per essere ben compresa prevede delle riletture per cogliere particolari altrimenti difficili da carpire.

Quattro detective alle prese con un caso irrisolto e misterioso. Quattro epoche diverse caratterizzati da elementi in comune che si ripercuotono in ogni epoca, facendole intersecare tra di loro, facendo capire che esiste un disegno ad ampio respiro che non conosce i limiti del tempo, ma del quale al momento sappiamo ben poco.

Voto: 3/5

 

FacebookTwitterGoogle+Condividi